Spiegazione PDRA

PDRA-S02 e PDRA-G01: Cosa sono e come applicarli?

Per gli operatori professionisti di droni in Europa, le Predefined Risk Assessments (PDRAs) sono strumenti fondamentali all'interno della Categoria Specifica della normativa europea sui droni. Queste valutazioni standardizzate del rischio facilitano la richiesta di autorizzazioni operative offrendo profili di rischio predefiniti e approvati dall'EASA. In questo articolo analizziamo le caratteristiche di PDRA-S02 e PDRA-G01 e forniamo indicazioni pratiche per integrarli efficacemente in un manuale operativo conforme alle direttive di ENAC e al quadro europeo.

Cosa sono PDRA-S02 e PDRA-G01?

Le Predefined Risk Assessments PDRA-S02 e PDRA-G01, emesse da EASA, sono strumenti che facilitano le operazioni specifiche di droni nella Categoria Specifica, fornendo profili di rischio predefiniti e condizioni operative standardizzate. Questi profili consentono agli operatori di UAS di presentare domande di autorizzazione più rapide e strutturate, rispettando limiti relativi al tipo di drone, modalità di volo e condizioni ambientali.

Queste valutazioni contribuiscono a uniformare la sicurezza e la gestione del rischio nelle operazioni BVLOS e altre missioni complesse, agevolando il dialogo con ENAC e le autorità di controllo nazionali.

    Differenze nell'ambito di applicazione e nelle caratteristiche

    Pur essendo entrambe PDRAs indirizzate a operazioni BVLOS, PDRA-S02 e PDRA-G01 presentano distinzioni chiave nel loro utilizzo e nei requisiti:

    - **PDRA-S02**: Progettata per operazioni BVLOS fino a 1 km di distanza (estendibile a 2 km con osservatori dello spazio aereo). Si rivolge a droni con un peso massimo al decollo fino a 25 kg e apertura alare fino a 3 metri, in aree a bassa densità abitativa sopra terreni controllati, con un limite massimo di quota di 150 metri sopra il suolo.

    - **PDRA-G01**: Pensata per operazioni BVLOS a lungo raggio che includono l’impiego di osservatori dello spazio aereo, consentendo operazioni sia in spazio aereo controllato che non controllato. Le specifiche di peso, apertura alare e quota sono analoghe a PDRA-S02.

    Entrambe sono focalizzate su applicazioni di sorveglianza e trasporto leggero, con PDRA-G01 maggiormente indicata per missioni a lungo raggio.

      Importanza della normativa attuale e delle condizioni nazionali

      L'adozione di un PDRA non garantisce automaticamente il permesso di operare in Italia. ENAC verifica infatti il rispetto non solo della normativa EASA ma anche delle specifiche limitazioni e condizioni nazionali. Ad esempio, alcune operazioni BVLOS autorizzate a livello europeo potrebbero richiedere ulteriori valutazioni o non essere consentite nel spazio aereo italiano senza adeguate autorizzazioni.

      Perciò è fondamentale consultare sempre l'ultimo quadro normativo nazionale e le disposizioni ENAC, accessibili tramite il sito ufficiale. Un’altra componente essenziale è il manuale operativo (ConOps), che deve tradurre le condizioni imposte dal PDRA in procedure applicative conformi e dettagliare le responsabilità operative.

        Come implementare un PDRA nella tua operazione?

        L'applicazione di un PDRA richiede la presentazione di una domanda dettagliata di autorizzazione operativa a ENAC, completa di una tabella PDRA compilata e un manuale operativo che certifichi il rispetto delle condizioni e dei requisiti tecnici specifici.

        Elementi cruciali da considerare includono:

        - La definizione chiara dei ruoli per gli osservatori dello spazio aereo e l'organizzazione delle relative attività;

        - I sistemi di monitoraggio e contenimento visivo o tecnologico attorno al drone durante il volo;

        - I protocolli e criteri stabiliti per interrompere o abortire la missione in sicurezza in caso di anomalie o rischi.

          Checklist per la scelta e l’utilizzo di PDRA-S02 o PDRA-G01

          Per selezionare correttamente quale PDRA adottare in funzione dell’operazione pianificata, valuta attentamente:

          - La modalità di volo: VLOS (Visual Line Of Sight) o BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight);

          - Il tipo di UAS, il peso massimo al decollo (MTOM) e l’apertura alare;

          - La tipologia di spazio aereo in cui si intende operare: controllato, non controllato o territorio con regole specifiche;

          - L’altezza massima e la distanza pianificata del volo.

            Domande frequenti

            Il software può determinare automaticamente quale PDRA si adatta?

            Strumenti software possono supportare l’analisi confrontando i parametri operativi con i profili delle PDRAs disponibili. Tuttavia, la valutazione finale e la decisione restano responsabilità dell’operatore UAS, che deve sempre verificare la conformità normativa aggiornata e le condizioni specifiche dell’operazione.

            È consentito utilizzare solo alcune parti di un PDRA?

            No. Un PDRA è un insieme completo di condizioni operative che devono essere rispettate integralmente. L’applicazione parziale o modificata senza approvazione invalida il PDRA e obbliga a intraprendere una valutazione di rischio specifica e un iter autorizzativo alternativo.

            Come si relaziona un PDRA alle normative nazionali italiane?

            Sebbene le PDRAs forniscano uno standard europeo, ENAC può richiedere requisiti aggiuntivi o restrizioni per garantire la sicurezza e la gestione dello spazio aereo nazionale. In particolare, operazioni BVLOS e determinate aree di spazio aereo potrebbero necessitare di autorizzazioni supplementari.

            Devo sempre adattare un manuale operativo quando utilizzo un PDRA?

            Sì. Il manuale operativo (ConOps) deve esplicitare le condizioni specifiche del PDRA traducendole in procedure operative concrete e controlli gestiti dall'organizzazione per assicurare la conformità e la sicurezza. Questo è essenziale per la verifica da parte di ENAC.

            Qual è la differenza tra un PDRA e una SORA?

            Un PDRA è una valutazione del rischio predefinita pensata per operazioni standard, con lo scopo di semplificare e velocizzare l’iter autorizzativo. La SORA (Specific Operations Risk Assessment) è invece un’analisi del rischio su misura per operazioni complesse o non coperte da PDRAs, richiedendo una valutazione dettagliata e personalizzata.