Regole per sistemi drone-in-a-box

Regolamentazione dei sistemi drone-in-a-box: cosa deve sapere un operatore di droni in Italia

I sistemi drone-in-a-box sono soluzioni innovative che consentono il lancio, la ricarica e la gestione automatizzata dei droni. Per gli operatori professionisti e principianti di droni in Italia, è fondamentale comprendere le normative applicabili all'utilizzo di tali sistemi. Questo articolo esamina i principali requisiti legali nel contesto italiano ed europeo, inclusi la registrazione, l'obbligo del numero di operatore, le limitazioni operative e la richiesta di permessi quando necessario. Il termine formale per gli operatori di droni è 'UAS-operator', e il concetto di drone-in-a-box rientra nei sistemi operativi all'interno delle categorie Open e Specific di EASA.

Registrazione e numero di operatore per sistemi drone-in-a-box

In Italia, ogni operatore di droni che utilizza un sistema drone-in-a-box deve registrarsi presso l'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile). Questo obbligo si applica anche al sistema drone-in-a-box stesso, considerato come sistema di gestione automatizzata dei droni. Dopo la registrazione, l'operatore riceve un numero di operatore, che deve essere apposto in modo visibile e durevole sia sul sistema drone-in-a-box sia sui droni coinvolti nell’operazione. Tale visibilità è richiesta dalla normativa europea relativa all’Identificazione Remota (Remote ID).

Il numero di operatore ha generalmente validità annuale, e deve essere rinnovato per garantire la continuità della conformità normativa. Gli operatori devono inoltre considerare il peso e la categoria di certificazione Cx dei droni utilizzati; ad esempio, i droni con peso superiore a 250 grammi e dotati di videocamera richiedono obbligatoriamente la registrazione, mentre i droni più leggeri e privi di videocamera sono spesso esenti. Le stesse regole si applicano all’uso dei sistemi drone-in-a-box, poiché il sistema automatizza il lancio e il controllo dei droni in volo.

  • Registrazione presso l'ENAC e ottenimento del numero di operatore è obbligatoria per chi utilizza sistemi drone-in-a-box.
  • Il numero di operatore deve essere chiaramente visibile sul sistema drone-in-a-box e sui droni, in conformità alle normative Remote ID.

Certificato di pilota e requisiti di formazione

Per operare droni collegati a sistemi drone-in-a-box, l’operatore deve possedere un certificato di pilota UAS, il cui tipo dipende dal peso e dall’etichetta Cx del drone impiegato. Ad esempio, i droni con etichetta C1, C2 o C3 richiedono che l’operatore completi una formazione online e superi un esame focalizzato sulla sicurezza, la normativa aeronautica e le disposizioni operative.

Considerata la natura automatizzata dei voli eseguiti tramite sistemi drone-in-a-box, è fondamentale che l’operatore sia a conoscenza delle procedure operative e dei protocolli di sicurezza specifici del sistema. Tale formazione approfondita può far parte della PDRA (Pre-Defined Risk Assessment), che è un approccio standardizzato spesso utilizzato per operazioni categorizzate nella Specific category.

  • Formazione online e certificato di pilota richiesti, in base all’etichetta Cx del drone.
  • Conoscenza approfondita delle procedure operative specifiche del sistema drone-in-a-box è essenziale.

Regole operative e limitazioni per i sistemi drone-in-a-box

Le operazioni con sistemi drone-in-a-box rientrano nelle categorie Open o Specific di EASA, a seconda del livello di rischio associato alla missione. Tra le principali regole operative vi sono il limite massimo di altitudine di volo pari a 120 metri, l’obbligo di mantenere il drone visibile o sotto il controllo di un pilota remoto, e il divieto assoluto di sorvolare aree vietate come assembramenti di persone o zone fortemente popolate.

L’impiego di sistemi drone-in-a-box richiede la predisposizione di un robusto concetto operativo (ConOps). Questo documento descrive dettagliatamente il funzionamento del sistema, le misure di sicurezza adottate, le responsabilità degli operatori, nonché le procedure di emergenza (ERP). L’ENAC può imporre condizioni aggiuntive in base al tipo di operazione e alla localizzazione all’interno del territorio italiano.

  • Limite di altitudine di 120 metri e obbligo di mantenere il drone sempre visibile durante il volo.
  • Divieto di sorvolo sopra folle, strade pubbliche e infrastrutture critiche come linee ferroviarie.

Quali permessi sono necessari per l'utilizzo dei sistemi drone-in-a-box?

Nelle operazioni svolte nella categoria Open, i sistemi drone-in-a-box di solito non richiedono permessi aggiuntivi, a condizione che vengano rispettate le regole operative standard. Tuttavia, progetti più complessi o voli a rischio elevato possono ricadere nella categoria Specific, per i quali è obbligatoria una valutazione approfondita del rischio, di norma effettuata tramite la metodologia SORA (Specific Operations Risk Assessment).

Se le operazioni rientrano in uno scenario standard (STS), l'uso di una PDRA può agevolare il processo di autorizzazione. Per le operazioni in categoria Specific è richiesta una licenza di operazione (ARC). È consigliabile collaborare con ENAC per sviluppare un concetto operativo (ConOps) dettagliato e, se necessario, un piano di gestione del rischio operativo (ERP).

  • Categoria Open: solitamente nessun permesso aggiuntivo, se rispettate le regole standard.
  • Categoria Specific: richiesta valutazione rischi tramite SORA e possibile licenza operativa (ARC).

Consigli pratici e errori comuni

È fondamentale registrare correttamente sia il drone che il sistema drone-in-a-box e mantenere aggiornato il numero di operatore per evitare sanzioni. Inoltre, è importante verificare regolarmente la validità del certificato di pilota e aggiornarsi sulle normative in evoluzione.

Tra gli errori più comuni vi è il superamento dell’altitudine massima consentita e il volo sopra aree proibite. Si raccomanda l’uso di carte aeronautiche ufficiali e applicazioni aggiornate che mostrano le restrizioni vigenti fornite da ENAC. Non va inoltre trascurato l’obbligo di conformità al Remote ID, soprattutto in presenza di sistemi drone-in-a-box che effettuano lanci automatici.

  • Registrare in modo tempestivo e trasparente sia il drone che il sistema drone-in-a-box.
  • Mantenere sempre aggiornata la formazione e la validità del certificato di pilota.

Domande frequenti

Devo registrare separatamente il mio sistema drone-in-a-box?

Sì, il sistema drone-in-a-box, inteso come sistema automatizzato di gestione delle operazioni, deve essere registrato presso ENAC, analogamente ai singoli droni. Il numero di operatore deve essere applicato visibilmente sul sistema in conformità con le normative Remote ID.

È obbligatorio possedere un certificato di pilota per l'utilizzo di un sistema drone-in-a-box?

Dipende dal peso e dalla categoria Cx del drone utilizzato tramite il sistema drone-in-a-box. Per droni con etichetta C1, C2 o C3, è obbligatorio completare una formazione online e ottenere un certificato di pilota.

Quali limitazioni operative si applicano specificamente ai sistemi drone-in-a-box?

I sistemi drone-in-a-box devono rispettare le regole operative standard, quali l’altezza massima di volo di 120 metri e l’obbligo di evitare il sorvolo di folle o strade pubbliche. Inoltre, deve essere predisposto un ConOps dettagliato per garantire la sicurezza delle operazioni automatizzate.

Quando è necessario un permesso per le operazioni dei sistemi drone-in-a-box?

Se le operazioni rientrano nella categoria Open e rispettano le regole standard, di norma non è richiesto alcun permesso. Tuttavia, per operazioni complesse o ad alto rischio in categoria Specific è obbligatoria una valutazione del rischio tramite SORA e il rilascio di una licenza operativa (ARC).

Come mantengo valido il mio numero di operatore?

Il numero di operatore è valido per un anno e deve essere rinnovato tramite il portale ENAC entro la scadenza per evitare sospensioni operative o sanzioni.